Ho l’arduo compito di sintetizzare in poche parole l’essenza di questo personaggio dalle mille sfaccettature.
Andrea Barghi è un vero artista, più vicino al modello rinascimentale di “artigiano” poiché implica la semplicità d’animo e l’umiltà che lo contraddistinguono, piuttosto che a quello contemporaneo “pseudointellettuale” dal cui narcisismo ed edonismo si distacca nettamente.
Nonostante lo conosca da molti anni continua a meravigliarmi per il flusso di energia e vitalità che lo anima e che sfocia nel prepotente bisogno di comunicare le sue sensazioni attraverso le visioni che gli si manifestano e che traduce in toccanti immagini.
Per comprendere la sua arte vi saranno d’aiuto le sue stesse parole:  

“Posso fotografare soltanto ciò che mi fa battere il cuore”

Veronica Bernacchioni
Agente di Andrea Barghi

Nasce in Toscana il 10 Aprile 1953.
Il suo primo incontro con la fotografia avviene paradossalmente in modo casuale: un amico d’infanzia gli regala, come dono di nozze, una Zenith-E con la quale inizia a fotografare la natura. La passione per la fotografia lo assorbe in pochi anni così profondamente da indurlo a una scelta drastica e coraggiosa: lasciare un lavoro ”sicuro” avendo la sola consapevolezza delle proprie capacità e l’ardente desiderio di far sfociare l’inesauribile creatività che lo anima. Le sue prime immagini vengono veicolate attraverso l’agenzia Panda Photo di Roma, specializzata in fotografia di natura e reportages, con la quale collabora ancora oggi. Conosce il Casentino e la meravigliosa natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (con questo Ente si svilupperanno in seguito molti progetti) ed entra in perfetta simbiosi con le sue acque, i suoi boschi, i suoi animali, ma anche con la storia, con la spiritualità e con l’arte che permeano queste zone della Toscana e della Romagna creando immagini di suggestiva bellezza. Determinante é l’incontro con la comunità monastica di Camaldoli, nel cuore del Parco; in questo luogo di quiete e di silenzi instaura l’amicizia con dom Salvatore Frigerio, una delle più significative e durature della sua vita e con lui da’ vita a vari progetti editoriali. Si trasferisce nel 1990 con la famiglia in Casentino.
Le sue foto vengono pubblicate su molte riviste italiane come “Airone”, “Oasis”, “Natura oggi”, “Specchio della stampa”, “I viaggi di Repubblica”, “Fotografia Reflex”. Conosce il pittore Silvestro Pistolesi e l’affinità elettiva che li unisce porta alla realizzazione di progetti comuni, uno per tutti il libro edito dalla Banca Toscana “Vallombrosa, santo e meraviglioso luogo” e il ritratto in Vaticano del Pontefice Giovanni Paolo II.Negli anni seguenti realizza numerosi reportages in Europa: letteralmente rapito dalle atmosfere surreali dei Parchi Nazionali del Grande Nord, elegge la Penisola Scandinava a sua meta ideale. In questi anni vengono pubblicati nuovi libri (“Foreste Casentinesi” Ed. Dream, “Come uno scrigno” Ed. La Verna, “L’Umbria degli alberi”, in collaborazione con Legambiente e Regione Umbria, “Linfa vitale” Ed. Pazzini, una raccolta di poesie scritte da lui stesso), escono nuovi audiovisivi e cd multimediali (“La Videoenciclopedia di Piero Angela” Ed. Armando Curcio, “L’Atlante della natura italiana” e “Il falco, il cervo e il lupo” Ed. Parsec) e cd musicali illustrati da sue fotografie (“Ennio Morricone: la musica e il cinema”, “Suono Libero” e “Ottavino Venti” del flautista Roberto Fabbriciani), realizzate mostre in Italia e all’estero (significativa quella del 1994 nel centro “Indira Ghandi” di Nuova Delhi) e dal 1995 firma, con le sue immagini, le copertine della rivista internazionale Sherwood. Nel 1996 l’artista toscano decide di esplorare il mondo del ritratto e in particolare l’universo e l’essenza femminile: crea uno studio fotografico in una colonica adiacente alla sua abitazione, nel bosco da lui ribattezzato “Elfland” e in questo “mondo a parte” nasce il calendario “Duchka” in collaborazione con la Agfa Films. Nel 1999 l’agenzia di immagine e comunicazione Brunazzi&Associati di Torino realizza la brochure “Comunicare con la natura” per le Cartiere Burgo utilizzando sue immagini della Penisola Scandinava nel formato 6x17. Nel 2000 viene incaricato dalla Comunità Montana dell’Appennino Cesenate, in collaborazione con altre quattro comunità montane e con la Regione Emilia-Romagna di realizzare la brochure “L’Appennino Romagnolo visto da Andrea Barghi” e realizza una serie di iniziative con l’apporto creativo dell’agenzia Alta di Firenze per la Provincia di Arezzo. Nel 2001 il fotografo sente l’esigenza di avere un Agente che lo coadiuvi: la linea d’azione di comune accordo sarà quella di coordinare i contatti in Italia e sviluppare quelli all’estero. Nascono così le collaborazioni con la multinazionale La Maison de l’Eau dello stilista francese Pierre Cardin e con la Clementoni spa, società leader nella produzione di giochi educativi e con il gruppo editoriale Giunti, vengono conclusi importanti contratti con agenzie fotografiche internazionali (come la tedesca Zefa) e escono sue foto e articoli in magazines tedeschi.
Nel 2002 il progetto “Luci e Silenzi”, un viaggio nella natura e nella spiritualità della Toscana, si concretizza in un cd multimediale (Ed. Pegasus) in cui, per la prima volta e con grande soddisfazione di entrambi, lavora a quattro mani con il figlio Nicola, musicista e compositore che, appunto, ne compone la musica.
Nel Novembre del 2002 inizia la collaborazione con la Municipalità del Lido di Venezia per una serie di proiezioni di immagini volte a creare un approccio con la Natura non solo scientifico ma anche e soprattutto emotivo allo spettatore e rivolte sia alle scuole del luogo che al pubblico.
A Dicembre 2002 esce il suo nuovo book “Andrea Barghi – Fotografo Di Emozioni”, una pubblicazione fondamentale per poter percepire la sua particolare e “emozionale” creatività e nella quale l’autore vuole documentare la propria evoluzione di uomo e di artista attraverso le sue immagini più suggestive; giunto alla soglia dei cinquanta anni Barghi avverte la necessità di guardarsi indietro per andare oltre: i suoi viaggi, percorsi spirituali tra paesaggi umani, culture, etnìe e “mondi” sempre nuovi e affascinanti lo hanno condotto in un quarto di secolo a realizzare circa 80.000 immagini, da ciò si sviluppa l’idea di fermare i lavori che lo hanno caratterizzato nel corso degli anni in un libro fotografico raccontato dall’autore e da alcuni dei suoi più autorevoli “compagni di viaggio”.
E’ attualmente impegnato in progetti di varia natura, primo fra tutti quello che lo vede assorbito con l’amico Maurizio Grasso, scrittore, nella stesura dei testi del loro libro sui Beatles, un tributo da parte degli autori alla genialità e all’umanità dei Fab Four che con la loro musica li hanno illuminati lungo il corso della vita.